La montagna di Morolo che fa parte de versante orientale del Monti Lepini si compone di tre itinerari naturalistici principali che portano a punti di osservazione paesaggistica e alla scoperta di perle floro-faunistiche inserite all'interno dell'ambiente circostante. 

La catena dei Lepini è caratterizzata soprattutto nelle zone più elevate da evidenti fenomini carsici che si manifestano in superficie con doline di dimensione variabile, ampie depressioni, grotte, voragini e inghiottitoi. L'origine risale al Mesozoico: la sedimentazione di rudiste, coralli e alghe unitamente allo sprofondamento del mare ha dato origine alla catena montuosa così come appare oggi. Proprio per la loro natura carsica i Monti Lepini non presentano una rete idrografica superficiale, ma le acque piovane si infiltrano nei terreno permeabili e vanno ad alimentare una falda in profondità. 

Sentiero Morolo - Sant'Angelo

Per recarsi nella celerbre Valle Sant'Angelo ci sono due sentieri: uno parte dal centro storico, l'altro risale dalla Strada Provinciale di accesso a Morolo. I due sentieri percorrono un percorso ad anello e prevedono un tempo di percorrenza di circa due ore. 

Il primo sentiero parte dalla Rocca dei Colonna e dopo aver percorso circa 700 m di mulattiera si incontra un fontanile nei pressi di Pozzo Pauluccio: qui è possibile dissetarsi e fare scorta di acqua. Qui si diramano due sentieri: quello a destra permette di raggiungere il Faito, quello a sinistra costeggia una zona non erta da cui è possibile osservare la vallata sottostante e i Comuni limitrofi come Frosinone, Ferentino, Anagni e Fumone. Proseguendo ancora sulla mulattiera si trova la località Cesa de Vena in cui è stato costruito un altro abbeveratoio rifornito dall'acqua che viene dalla sorgente Sant'Antone - la stessa che esce dalla fontana di Piazza E. Biondi. Dopo un tratto in leggera discesa ci si trova in zona Le Rotti, dove sono presenti alcune spelonche adibite a rifugio: è possibile trovarvi infatti panche e tavolini in legno utilizzati dagli escursionisti per riposare e ristorarsi. Nei pressi della grotta si trova il passo della Patena: per percorrerlo è necessario passare attraverso una spaccatura dove, quando piove, si formano delle cascate. Poco oltre si trova il salto della Palomba: anche qui scorre l'acqua che d'inverno, ghiacciandosi, crea i cosiddetti "muccolotti", colonne di ghiaccio che scendono dalle rocce. Ancora 50 m in salita e si giunge al santuario di Sant'Angelo: qui troviamo due invasi in cui si raccoglie l'acqua di scolo che, secondo le credenze popolari, propiziava la discesa del latte nelle puerpere per allattare i neonati; inoltre troviamo anche l'antico eremo di Sant'Angelo che è composto da una chiesa medievale e la grotta aperta nella parete rocciosa. Per riscendere si prende un sentiero che dopo una serie di tornanti raggiunge la zona Piglione e si prosegue fino ad incontrare le prime case della contrada Valle Sant'Angelo. 

Sentiero Morolo - Martorelli

Per percorrere questo sentiero ci vogliono circa tre ore. Si parte dal parcheggio di Sant'Antonio e, dopo aver percorso un tratto della passeggiata, si giunge a un incrocio e si prende la strada a sinistra. Questa è asfaltata fino ad un certo punto, poi diventa una mulattiera caratterizzata da muri a secco alti fino a 3 metri. Procedendo oltre un uliveto e una grande curva, il sentiero passa sotto una torre diroccata e attraversa una pineta. La torre è in reatà un piccolo castelletto in quanto attorno ad essa si trovano tracce di un recinto. Essa è ben posizionata rispetto anche agli altri paese come Fumone e forse era utilizzata per scambiarsi eventuali segnali di pericolo che giuingevano dalla valle. La leggenda narra che nelle vicinanze ci fosse anche un forno dove un tempo si faceva il pane per i briganti. Dal luogo detto "ruposaturo" (in morolano, significa "posto del riposo") si può vedere una croce posta in memoria di una donna morta anni fa, mentre faceva la legna. Dopo una serie di tornanti si incontra al centro della valle una buca, detta Callegare, dove si faceva la calce. Passando per altre valli, si arriva a Martorelli, dove si trova un rifugio. Proseguendo, il sentiero si congiunge con la mulattiera che porta al Faito. 

Sentiero Morolo - Maraoni - Lontro

Per percorrere questo itinerario si impiegano circa quattro ore. Dopo aver attraversato il centro storico di Morolo camminando per via dei Pozzi, si prende una strada a destra e si prosegue su un tracciato in salita e ghiaioso. Una volta superate le ultime piante di pino, si prosegue attraverso un sentiero a zig-zag che porta in località Piazzatelle, pianoro erboso dove è possibile osservare i resti di alcune capanne utilizzate un tempo dai pastori. Oltrepassando il piano si prosegue per un sentiero roccioso in salita fino ad arrivare all'Inforcatura, formata da due trainare che si uniscono. Proseguendo si arriva ad un fontanile ormai privo di acqua e risalendo la trainara si giunge a Rotte Cavallai: siamo circa 250m sotto il lato destro di sprone Maraoni. Si prosegue il sentiero e costeggiando il sentiero ghiaioso di sprone Maraoni si arriva a un'apertura stretta dove sono posizionate una croce e una lapide in memoria dell'alpinista Tessari. Dopo altri 200m si giunge alla zona del Lontro caratterizzata da due pianori e da vari rifugi di pastori. Da qui è possibile riscendere continuando per il sentiero che riporta al paese.