Nel giorno in cui si festeggia S. Antonio Abate a Morolo, come in buona parte dei comuni della Ciociaria, vigeva l’antica usanza della benedizione degli animali in piazza e del pranzo comune a base di polenta. Capaci caldaie (in dialetto “cottore”) venivano poste davanti alla chiesa e, quando l’acqua bolliva, vi si faceva cadere una lenta e costante pioggia di farina di granoturco, mentre esperte cuoche roteavano robusti matterelli per amalgamare la farina. In altre caldaie veniva preparato il sugo a base di salsicce e spuntature di maiale e, dopo la benedizione del parroco, avveniva la distribuzione della polenta che veniva consumata in piazza o portata ai famigliari.

Nel pomeriggio la festa si concludeva con la corsa degli asini e con il tiro alla fune tra le squadre delle parrocchie di Morolo.

Oggi è rimasta in vita la sola tradizione di preparare e consumare la polenta in piazza il 17 gennaio o la domenica immediatamente successiva.