Così è chiamata dal popolo perché alla sua origine era officiata dai frati dell’ Ordine della Mercede.
Fu edificata per iniziativa di un generoso sacerdote morolano, don Giulio Fiaschetti, il quale la dotò anche di alcuni fondi rustici di sua proprietà.

Il titolo esatto di essa era “Chiesa della Beata Vergine della Mercede per la Redenzione degli schiavi”; le fu annesso un convento ed i frati ne presero possesso il 7 giugno 1768 ma rimasero a Morolo meno di cinquanta anni perché ne furono scacciati dalle truppe francesi di Napoleone e nel 1869 fu affidata alla locale Confraternita della Buona Morte.

Nel 1819 il convento fu venduto e, con la scomparsa della Confraternita, anche la chiesa venne abbandonata finché nel 1974 fu venduta a privati.